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Hannoun, il fondamentalismo è sconfitto

Le autorità hanno arrestato il tentacolo di Hamas in Italia. Dopo mesi d'inchieste giornalistiche, il popolo italiano ha potuto vedere l'immondizia fondamentalista che si celava dietro agli scranni dell'opposizione.

Le autorità italiane hanno arrestato il tentacolo di Hamas in Italia.

Dopo mesi d’inchieste giornalistiche portate avanti dal quotidiano indipendente ‘Il Tempo’, il popolo italiano ha potuto vedere l’immondizia fondamentalista che si celava dietro agli scranni dell’opposizione. Alle prime luci dell’alba del 27 dicembre 2025, gli agenti della Polizia di Stato (in particolare il reparto della DIGOS di Genova) e i Baschi Verdi della Guardia di Finanza hanno portato avanti una delicata operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, su impulso della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. La brillante operazione ha portato a misure cautelari in carcere per 9 persone.

Chi sono gli arrestati?

I  reparti dell’antiterrorismo hanno eseguito gli arresti nei confronti di: Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia e vertice della presunta cellula italiana di Hamas; Ra’Ed Hussny Mousa Dawoud (noto come Abu Falastine), stretto collaboratore di Hannoun e corresponsabile della sede milanese; Yaser Elasaly, responsabile della sede milanese dell’associazione benefica ABSPP; Raed Al Salahat, componente del board della European Palestinians Conference e referente per la Toscana; Riyad Abdelrahim Jaber Albustanji, coinvolto nella raccolta fondi; Osama Alisawi, ex ministro di Hamas a Gaza; Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, dipendente dell’ABSPP; Khalil Abu Deiah, esponente delle associazioni collegate; Abdu Saleh Mohammed Ismail, coinvolto nelle attività operative.

I capi d’accusa

La Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova ha accusato tali persone di associazione con finalità di terrorismo internazionale e finanziamento di Hamas (art. 270-bis c.p.), organizzazione considerata terroristica dall’UE. Le autorità giudiziarie hanno disposto il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro, presso le sedi delle associazioni Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (ABSPP e ABSPP ODV) e Associazione Benefica La Cupola d’Oro. Le medesime autorità, attraverso l’uso delle intercettazioni telefoniche, hanno potuto raccogliere una serie di apprezzamenti per attentati terroristici compiuti da Hamas e dalla Jihad Islamica Palestinese.

Le reazioni della maggioranza e dell’ opposizione.

A seguito dell’importante operazione volta a combattere il fenomeno del terrorismo islamico, non sono mancati gli scontri tra la maggioranza di governo e l’opposizione. Il governo si è congratulato con la magistratura e le forze dell’ordine per l’ottimo lavoro svolto.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto esprimere apprezzamento e soddisfazione per l’operazione, di particolare complessità e importanza; inoltre, ha ringraziato la Procura di Genova, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e l’AISE. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affermato che l’operazione, molto importante e significativa, è servita a squarciare il velo su comportamenti e attività che, dietro il paravento di iniziative a favore delle popolazioni palestinesi, celavano il sostegno a organizzazioni con finalità terroristiche di matrice islamista.

A seguire, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso apprezzamento verso Piantedosi per lo smantellamento di un’organizzazione che per anni ha finanziato Hamas dall’Italia.D’altro canto, l’opposizione si è unita al centrodestra nella condanna del terrorismo, lasciando tuttavia un velo di ambiguità sulle proprie affermazioni.

Il leader di AVS Angelo Bonelli ha affermato che «il terrorismo va sempre contrastato in ogni sua forma», invitando però la destra a «smettere di fare propaganda indecente». Inoltre, ha accusato il governo di usare l’operazione per «offrire un alibi ai crimini contro l’umanità del governo Netanyahu».Anche l’esponente democratico Peppe Provenzano ha rinnovato la più ferma condanna per ogni forma di sostegno a Hamas e ha espresso fiducia nella magistratura, chiedendo a tutte le forze politiche di unirsi nella lotta al terrorismo invece di fare misere polemiche.

L’ambiguità delle toghe e la rottura del Lodo Moro

Trovo disgustoso e alquanto inquietante quanto avvenuto. Le forze politiche di sinistra e centrosinistra hanno violato la Costituzione e la democrazia invitando un finanziatore del terrorismo islamico a parlare presso Montecitorio, la casa della democrazia italiana. È orribile che coloro che dovrebbero rappresentare il popolo italiano eroghino ingenti somme di denaro ad associazioni che, invece di inviare quelle somme a civili inermi, le deviano ai terroristi per compiere attentati contro l’unica democrazia del Medio Oriente. Ma ciò che più di tutto dovrebbe far accapponare la pelle sono le dichiarazioni provenienti da un organo che dovrebbe essere super partes, come la magistratura, secondo cui i soldi di Hamas non cancellano i crimini genocidari di Israele.

Per quanto riguarda le forze conservatrici, invece, oserei definire ammirevolmente coraggiosa e quanto mai giusta la scelta di Giorgia Meloni di consegnare un tale soggetto nelle mani della giustizia italiana, rompendo così il macabro muro del Lodo Moro: quella serie di accordi stipulati negli anni Settanta tra l’onorevole Aldo Moro e le organizzazioni terroristiche palestinesi, che permettevano il libero passaggio di armi e uomini in cambio della salvezza del nostro Paese da attacchi terroristici. Il mio pensiero, inoltre, va a quegli angeli in divisa che, sprezzanti del pericolo e armati di coraggio, hanno fatto irruzione nelle sedi delle associazioni, salvando così gli interessi di Israele in Italia, la vita dei cittadini ebrei e la nostra democrazia, ottenuta dopo tanti sacrifici.

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