Zefiro: La voce controvento

Mohammad Hannoun e la sinistra italiana

Sotto indagine l’uomo di Hamas in Italia mentre le associazioni palestinesi preparano la controffensiva.


Il terribile massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023 contro civili inermi di uno Stato democratico provoca un trauma di dimensioni pari soltanto alla Shoah nella popolazione israeliana e nelle comunità ebraiche della diaspora, che da due anni vivono schiacciate dal pesante giogo dell’odio alimentato dalla piovra jihadista, i cui tentacoli si espandono in tutta Europa con la complicità di determinate fazioni politiche

Chi è Mohammad Hannoun?


Il tentacolo più importante presente sul suolo italiano si chiama Mohammad Hannoun: cittadino giordano di origini palestinesi, arriva in Italia alla fine degli anni ’90 con l’intento di studiare architettura e diffondere propaganda palestinese attraverso l’Associazione Palestinesi in Italia e l’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, il cui conto finisce sotto controllo dello Stato italiano e di autorità estere già nel 2000 per sospetti finanziamenti alle Brigate Al-Qassam di Hamas.

I rapporti tra la sinistra parlamentare e Hannoun

L’efficacia dei controlli dura poco: nel 2005 nascono nuove associazioni benefiche che le autorità italiane non mettono né sotto controllo né in congelamento totale, nonostante le richieste israeliane e americane.Il 13 dicembre 2021 i deputati di Forza Italia Orsini e Tripodi presentano in Parlamento un’interrogazione su una rete pro-Hamas attiva in Italia e in Europa. Il governo Draghi non risponde mai e Hannoun continua indisturbato la sua attività politica, che tocca l’apice a maggio 2022 con l’incontro, fortemente criticato dai conservatori, con l’ex presidente della Camera Laura Boldrini per discutere dei “diritti dei palestinesi”.Il 7 ottobre 2023 Hannoun appare in diretta su Rai Tre e definisce l’attacco di Hamas “un’operazione di autodifesa”. Il giorno dopo il video sparisce da tutti gli account social dell’emittente per le polemiche.Poi il silenzio, fino a luglio 2024, quando il Ministero della Difesa israeliano chiede all’Italia di sequestrare 500.000 dollari sul conto di Hannoun, che pubblica su Instagram le prove del blocco bancario causato da “pressioni”.

La bufera


Alla fine di luglio 2025 il quotidiano Il Tempo, diretto da Tommaso Cerno con Giulia Sorrentino come vice, pubblica una vasta inchiesta sui legami tra l’uomo di Hamas e l’ala progressista italiana (Boldrini, Furfaro, Fratoianni, Di Battista, Pedullà). L’inchiesta viene ripresa da Ynet in Israele e da The Media Line negli Stati Uniti.Il 26 agosto 2025 Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura e deputato di Fratelli d’Italia, presenta un’interrogazione brandendo documenti del 1980 che citano un omonimo di Hannoun affiliato al gruppo terroristico di Abu Nidal. La Procura di Genova apre un fascicolo e la deputata Vaccarezza segnala il Centro Islamico di Genova – dove Hannoun collabora con l’imam Piccardo – per verifiche urbanistiche. L’imam nega tutto e annuncia ricorso.Il 13 ottobre, durante una manifestazione pro-Palestina, Hannoun nega il massacro del 7 ottobre e querela Il Tempo per diffamazione. Pochi giorni dopo, in un’altra piazza, giustifica le esecuzioni di Hamas contro i “collaborazionisti” e invoca la legge del taglione contro i “sionisti”.

Queste scene attirano l’attenzione della Questura di Milano, che deposita una denuncia per istigazione a delinquere. Tutta la coalizione di centrodestra invoca l’espulsione.Il 25 ottobre il questore di Milano emette un DASPO urbano: Hannoun deve stare lontano da Milano per un anno.il 1° novembre, nonostante il DASPO partecipa a una manifestazione a Sesto San Giovanni, mente ripetutamente negando finanziamenti ad Hamas e incita la folla alla lotta per la “liberazione della Palestina” e contro il governo italiano e lo Stato d’Israele.

Un tradimento verso gli ebrei italiani

In quanto giovane ebreo italiano trovo terrificanti molti episodi di questi due anni di guerra: dalle manifestazioni pro-Palestina con striscioni che celebrano il 7 ottobre e deltaplani fatti sorvolare sulla folla, alle posizioni di una parte politica che fino a ieri consideravamo alleata – la stessa con cui ricordavamo insieme la Shoah e il 27 gennaio – e che oggi sembra aver dimenticato tutto in nome del calcolo elettorale.

Trovo inoltre surreale che quella stessa parte politica etichetti come “fascisti” proprio coloro che da due anni difendono l’unica democrazia del Medio Oriente, spesso a costo di perdere voti.Non resta che confidare nella giustizia italiana e nei suoi (lenti) tempi per fare finalmente chiarezza sull’identità di questo individuo e sui suoi contatti in Italia e in Medio Oriente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *