Zefiro: La voce controvento

Riarmo UE: quando ideologia e geopolitica si scontrano

Si vis pacem para bellum: elogio impopolare del riarmo intrapreso da Bruxelles

Inquinato da un populismo che riduce la complessità geopolitica a slogan da social network, il dibattito pubblico sul riarmo è divenuto il regno del velleitarismo.

Una giovane generazione imbevuta in uno spirito sessantottino fuori tempo massimo accoglie gelidamente la partecipazione occidentale dell’Italia e un provvedimento mirato alla difesa atlantica.
Si confonde la volontà di pace con l’assenza di mezzi per difenderla
, dimenticando che la stabilita’ non è un diritto naturale ma un equilibrio di potenze.

Monaco 1938 e l’errore del disarmo

La storia è impietosa. La Seconda Guerra Mondiale non fu figlia di una proliferazione incontrollata di armamenti, ma del suo esatto opposto.

Nel 1938, a Monaco, Francia e Gran Bretagna si convinsero di aver comprato la pace firmata su carta. Mentre l’Occidente rimaneva con le mani in mano, Adolf Hitler convertiva le fabbriche Skoda dell’annessa Cecoslovacchia in un’industria bellica che gli avrebbe assicurato il vantaggio militare sui rivali.

Nel settembre dell’anno seguente invase la Polonia, e quella pace senza muscoli fu il preludio dell’aggressione.

L’equilibrio del terrore e la Pax Americana

Contrariamente alla vulgata pacifista, la Guerra Fredda non e’ degenerata in un’apocalisse nucleare proprio grazie alla proliferazione degli arsenali. E’ quello che Giuseppe Galasso definì correttamente l’equilibrio del terrore. La consapevolezza della distruzione reciproca assicurata (MAD) ha garantito decenni di stabilita’ europea sotto l’ombrello della NATO.

Il decennio dell’asimmetria: 2014-2022

Per ogni pacifista che sogna un mondo senza armi ci sarà sempre un guerrafondaio pronto ad approfittare delle buone intenzioni altrui.
Tra il 2014 e il 2022, nonostante il paravento dei protocolli di Minsk, il Cremlino ha attuato il massiccio “Programma di Stato per gli Armamenti 2011-2020”, investendo miliardi di rubli in testate nucleari e armi ipersoniche.

Nello stesso arco temporale, l’Europa riduceva la spesa militare o la manteneva colpevolmente sotto la soglia del 2% del PIL.

Nel 2019 gli Stati Uniti del primo Donald Trump dovettero denunciare il Trattato INF poichè la Russia aveva già sviluppato e schierato il missile 9M729, violando i limiti di gittata previsti. In assenza di mutualità, il rispetto unilaterale di un accordo non e’ diplomazia ma capitolazione.

In questo contesto, come sottolineato da Federico Rampini, Trump ha avuto il merito — pur con i suoi toni rozzi — di svegliare la “bella addormentata” Europa, aprendo gli occhi sulla concorrenza globale.

Mentre la NATO non succedeva nel suo compito di vigilanza e la Danimarca peccava di una negligenza quasi sognante, nel 2021 Vladimir Putin intensificava le esercitazioni marittime nell’Artico, quadrante dove Russia e Cina stanno consolidando una presenza egemone con lo scioglimento dei ghiacciai.

L’Italia e l’illusione “pacifinta”

L’Italia, incastonata nel cuore del Mediterraneo, non puo’ permettersi il lusso dell’isolamento o della neutralità di facciata. Essere contrari al riarmo, oggi, significa ignorare che la nostra sicurezza e’ legata a doppio filo ai tavoli dove si plasma la politica estera occidentale.

Strappi diplomatici per un’economia G7 come la nostra comporterebbero l’emarginazione e la perdita di fondi UE vitali come il modello ungherese di Orban conferma.

Dobbiamo scegliere se rimanere ancorati ad un modello valoriale di garanzie liberal-democratiche, al netto di tutte sue le contraddizioni e dei suoi difetti, o diventare una provincia irrilevante esposta ai venti dell’Est.

L’autocrazia russa non e’ un partner commerciale frainteso, ma un’entità a noi ostile. Lo ha dimostrato nel 2021 con il caso di Walter Biot, venditore di segreti di Stato, con gli attacchi verbali al Capo dello Stato e con la cospirazione politica volta a favorire forze interne utili ai suoi interessi.

Non è un segreto che il Cremlino scelga i propri interlocutori in base ad un «basso livello socio-culturale», terreno fertile per la manipolazione, citando l’oligarca Konstantin Malofeev.

La pace attraverso la forza

Mostrare i denti serve a scoraggiare. Putin è un attore razionale, non cerca la Terza Guerra Mondiale; cerca il vuoto. Un’Europa armata fino ai denti è la sola garanzia che il Cremlino si sieda ai tavoli negoziali senza vie di scampo, esattamente come la minaccia carceraria agisce da deterrente contro la criminalità.

Se i fondi per la sanità e l’istruzione mancano, la colpa è dei governi che gestiscono la politica economica coi piedi. La sacrosanta necessita’ di difesa resta.
La mia unica preoccupazione: se l’UE stampera’ moneta per finanziare il riarmo senza una base produttiva solida in Paesi come l’Italia, il rischio di una stagflazione nel lungo periodo sara’ reale.

di Zodiac

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *